PICCOLA TERRA

 

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PENSIERI

Uno spazio per ogni libero pensiero sulla Natura e sull'Ambiente che ci circonda.
Opinioni proprie o di altri che riflettono il nostro "sentire" il nostro modo di vedere il territorio in cui viviamo
Scrivete, lasciateci le vostre opinioni, le pubblicheremo, apriremo un forum per tutti coloro che hanno qualcosa da esprimere......... lasciate alle ali di una farfalla le vostre mail

 

 L'Autostrada
(poesia scritta da Rebecca di Bressana)

Guardate là!
A soli 600 metri essa si estende sulla vasta pianura.
Più che invadente!
tra clacson, inceppi e motori
l'autostrada Broni-Mortara si fa via via spazio
lungo il tragitto da perseguire
uno spreco di spazio si suol dire.
Macché autostrada per risarcire la gente!
E' solo una fonte di gloria per il più potente!
Macché gloria, urla la gente
E' solo una fonte di traffico!
Mica per niente la chiamano: autostrada demente!
Perché ditemi, Voi cittadini,
a cosa serve questa autostrada
se non a inquinare, rovinare, omogenizzare
il nostro paesaggio già fin troppo industriale?
Molti credono sia positiva questa crescita,
pensano sia iperproduttiva,
Ma in realtà, io vi dico
a cosa mai serve un raccordo autostradale
se non a rovinare la Natura?
A portare poco lavoro
e sfruttamento di extracomunitari al volo?
A cosa mai serve questa autostrada dunque?
Il futuro delle generazioni a venire, rovinerà!
Si salvi chi può da questa autostrada qua!!!

Ho dodici anni ed ho diritto al mio futuro!
Rebecca - Cascina Bella - marzo 2007

L’albero

Tratto da “Bellezza e verità delle cose” di Antonio Anile (1869-1943) scienziato e poeta
I nostri padri antichi ebbero pieno il senso di quello che rappresenta l’elevarsi di un albero nell’ordine delle cose. Ne fecero albergo di divinità, lo adorarono. L’albero è una cosa sacra. Una nazione che non abbia cura, che se ne spogli, non solo declina per quel che perde nell’economia delle acque e nella fertilità del suolo, ma soprattutto declina moralmente. La vita dell’uomo rimane bassa, aderente alla terra, là dove l’albero manca.

La pianta è una conquista di luce. I fusti vorrebbero essere frecce e le foglie ali per attingere subitamente la luce e coronarsene, Nelle foreste, questa lotta per più luce assume aspetti fantastici: piante che, per meglio salire, trasformano i rami in viticci, altre in uncini, altre con radici abbracciano i tronchi alti e li superano per fiorire in libertà

La pianta ha tanti segreti da dirci. Conoscerli è un godimento. C’è da inginocchiarsi davanti al miracolo per cui la pianta diventa verde. Questo verde è uno degli atti più stupefacenti della creazione. La terra sarebbe rimasta eternamente sterile senza un simile avvenimento………..

Il giorno in cui, usciti fuori dal polveroso lastricato della città, o sbucando da un viottolo di campagna, vi sarà apparso un filare di alberi giovinetti o un campo di alberi da frutto in fiore, quel giorno, dinnanzi a quell’improvviso spettacolo di bellezza e di luce, voi sentirete la vostra anima farsi migliore.

12/03/2008 Comitato inquilini galoppatoio S.Siro

Abito all’interno delle piste di allenamento del galoppo di S.Siro a Milano. Quest’area è Vincolata come area verde ed è annessa al parco sud Milano. Su questa area (circa 1 milione di MQ.) Si sono posati gli occhi e le grinfie degli speculatori che vorrebbero trasformarla da zona equestreA parcheggi per lo stadio, residence e chi più ne ha più ne metta. In questa area vivono e lavorano altre quaranta famiglie tutte con uno sfratto per finita locazione E’ chiaro che se passa il decreto ammazzaparchi  di tutta questa area verde, vero polmone per Milano. Non ne resterebbe granchè. Quest’area nel corso degli anni si è trasformata in una piccola oasi in quanto oltre ovviamente ai cavalli, vivono e nidificano fagiani, picchi, falchetti, gufi, civette, conigli selvatici, cardellini e altre numerose specie.

QUELLO CHE ANCHE NOI COME COMITATO INQUILINI LANCIAMO E’ UN VERO S.O.S. SALVIAMO IL VERDE.SALVIAMO IL COMPRENSORIO IPPICO DI S.SIRO SALVIAMO QUESTA AREA VERDE DALLA CEMENTIFICAZIONE.       
Grazie

23/02/2008 -  sergio dario merzario - www.ilmilanese.it

ACR IL MILANESE, si complimenta per l'iniziativa e chiede di  aggiungere anche Milano ai territori da difendere.." ..  perciò, su  segnalazione di un collaboratore, acr il milanese aderisce (se è  possibile così, oppure con i crismi e le modalità richieste) alla vs.  bella realtà, pregandoVi di estenderla oltre che alla Prov. di Pavia,  anche a quella della Prov. di Milano.
x acr il milanese e accademia/università
sergio dario merzario
www.ilmilanese.it

14/02/2008  - Bellu Liliana - Presidente Eco-Alba Onlus

Ciao a tutti , io rappresento un'associazione Ambientalista Eco-Alba Onlus di Albairate che , con altre Associazioni, sta lottando contro questa legge ignobile. Non è una facile vittoria, si ha di fronte mostri come Regione e con lei politica sporca unita a sempre più bassi interessi economici. Il bello è che si dichiarano tutori dell'ambiente....
Il mio territorio è all'interno del Parco Agricolo Sud e chi conosce la nostra situazione sa che non la passiamo molto bene.
Mi permetto di allegare due foto in periodi diversi per dare un'idea di cosa potrebbe succedere se tale legge passasse.
 

     foto           foto    

“Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad  avere a  capo dei coppieri che gliene versano a volontà, fino a ubriacarlo, accade che, se i governanti   resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, son dichiarati tiranni.

 

E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere e servo; che il padre impaurito finisce col trattare il figlio come suo pari e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stessi diritti dei vecchi, e questi, per non parere troppo severi, danno ragione ai giovani.

 

In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno e in mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia”

 

                        Platone, Repubblica, VII