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Provincia di Pavia |
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La Provincia di Pavia divisa nel suo territorio tra: Pavese, Lomellina e Oltrepò Pavese |
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Piccola Terra |
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Il territorio "Piccola Terra" dove svolge la sua azione l'Associazione La Rondine. |
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BASTIDA PANCARANA |
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E' un paese addossato alla riva destra del Po. Il suo nome deriva dal gallico “bastita”, che indicava una fortificazione a guardia dei ponti.
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PIZZALE |
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Nel medioevo dipendeva dal feudo di Voghera. Nella frazione di Poiana si trova la tenuta della famiglia Meroni con villa di fine 800 circondata da un ampio parco.
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Parco di Villa Meroni a Pizzale |
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CASATISMA |
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Nel 1800 era sede di un importante stabilimento per la filatura della seta. Sulla Statale dei Giovi si può ammirare il settecentesco Palazzo d’Adda. Il campanile della chiesa risale al 1560.
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BRESSANA BOTTARONE |
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Divenne comune agli inizi del 1800 e si sviluppò con la costruzione delle fornaci e della ferrovia Stradella-Pavia. Inizialmente era una frazione del Comune d’Argine: dopo il suo sviluppo divenne capoluogo del comune, ed il capoluogo divenne frazione. Nella frazione di Argine si trova il castello, forse del XIV secolo |
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CASTELLETTO DI BRANDUZZO |
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Si trova tra la riva destra del Po e a sinistra del torrente Coppa. Nella frazione di Branduzzo si trova il castello trecentesco, fiancheggiato da una grande corte rustica e da un successivo edificio quattrocentesco. Fu sede sia dei Visconti che degli Sforza durante le battute di caccia.
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CERVESINA |
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Nel medioevo dipendeva dalla Mensa Vescovile di Tortona. Nella frazione di San Gaudenzio sorge un castello Visconteo, rimaneggiato nel 1600. Cervesina ha dato i natali a Severino Gattoni, ingegnere che contribuì al progetto del Traforo del Fréjus nel 1856.
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LUNGAVILLA |
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Fino al 1849 si chiamava Calcababbio, nome che rappresenta la natura del terreno acquitrinoso. Si trova nei documenti a partire dal 1250 tra i paesi del contado di Pavia. Sul suo territorio, alla profondità di 8 metri, furono trovate 16 tombe e molti oggetti della civiltà gallo-romana. Attualmente si può visitare l’ameno parco palustre.
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PANCARANA |
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Fin da prima dell’anno 1000 era possesso feudale del Vescovo di Pavia. Nel 1460 passò alla potente famiglia Dal Verme. In quell’epoca a Pancarana vi era un porto sul Po.
La chiesa parrocchiale conserva al suo interno preziosi affreschi del ‘500 di scuola lombarda ed è affiancata da un campanile che risale al 1300.
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VERRETTO |
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Fu eretto in parrocchia nel 1587, staccandolo da Calcababbio (l’attuale Lungavilla), col titolo di curazia; poi divenne rettoria e, nel 1820, prevostura, dipendendo dalla diocesi di Piacenza. Il territorio si presta alla coltivazione. In passato vi crescevano molti gelsi e si producevano i bozzoli.
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Breve presentazione
Sui libri e nella memoria di chi ha passato i
quarant’anni e ha avuto la fortuna di nascere e vivere nei piccoli
comuni in provincia di Pavia, a sud del Po, è scritto a chiare lettere
che il nostro è un territorio agricolo, con boschi, alberi da frutto,
selvaggina, allevamenti di bestiame. Queste sono le risorse della nostra
terra. Una terra ricca perché fertile, una terra che ci ha fatti
crescere nel rispetto della natura e della bellezza che ci circonda, o
meglio, che ci circondava. E’ per difendere la vita, la bellezza, le
sane tradizioni, la cultura dei nostri luoghi, la convivialità, che è
nata l’Associazione
LA RONDINE.
IERI

Per rappresentare il nostro
territorio riportiamo qui di seguito alcuni paragrafi tratti da un libro
stampato nel 1896 (“Geografia dell’Italia – Provincia di Pavia”).
Bastida
Pancarana (nel 1896 circa 1630 abitanti).
Il territorio di
Pancarana, umido, ben coltivato, produce
cereali, lino, foraggi; lungo la sponda del Po sono belle boscaglie
dalle quali si trae legname da ardere e da costruzione, nonché le
polizze necessarie al mantenimento dei filari nelle vigne delle colline.
Vi si alleva bestiame di ogni genere, e da cortile in particolar modo.
Bastida Pancarana fu
confermata da Ottone imperatore nel 977 ai vescovi di Pavia, che lo
possedevano dal 943 per privilegio di Ugo Lotario.
Bressana (nel 1896
gli abitanti erano 1792)
Il territorio di
questo comune, già appartenente al soppresso mandamento di Casatisma ed
aggregato ora al mandamento di Casteggio, si stende sulla sponda destra
del Po, ed è attraversato ad un tempo dalla linea ferroviaria
Milano-Voghera-Genova e da quella Pavia-Stradella. Bressana, capoluogo
del Comune, è un bel paesetto di circa 1300 abitanti, ma di aspetto a
carattere in tutto rurale. Il Comune di Bressana, oltre che dal
capoluogo, è formato da molti cascinali, che aggregati o sparsi si
trovano nella circostante campagna.Il
territorio piano, umido e basso, difeso da
solide arginature contro le piene minacciose del Po,
produce copiosamente cereali, foraggi,
gelsi. Vi sono inoltre delle boscaglie
dalle quali si trae legname d’ogni fatta e vi si trova anche abbondante
cacciagione.Bressana è luogo antico, però divenne Comune solo in
principio del secolo. Nel 1859 fu danneggiato dagli Austriaci che,
passando per il paese, fecero man bassa su ogni cosa.
Casatisma
(1389 abitanti nel 1896).
Questo Comune, già
capoluogo dell’omonimo mandamento soppresso in seguito della legge 30
marzo 1890, venne aggregato al mandamento giuridico di Casteggio ed è
attraversato dalla strada provinciale per Pavia, innestatesi alla via
Emilia presso Casteggio. Casatisma, capoluogo dell’esteso comune, è un
grosso villaggio con begli edifici moderni o rinnovati, una discreta
chiesa parrocchiale e buone scuole pubbliche. Nulla del resto di
notevole, all’infuori del palazzo dei marchesi d’Adda di Milano, già dei
Mezzabarba di Pavia e poi dei Kevenhuller.
Il territorio di Casatisma produce copiosamente cereali, legumi,
foraggi, viti e gelsi. L’allevamento del
bestiame e dei bachi da seta è in questo Comune industria assai
fiorente. C’è pure un importante opificio per la trattura della seta,
impiegante in media 150 operai.
Castelletto di
Branduzzo.
Castelletto, capoluogo
del Comune, è un modesto villaggio di 470 abitanti, di carattere
esclusivamente rurale. Il territorio,
umido, piano e basso, è ben coltivato:
produce cereali, foraggi, legumi, frutta, gelsi. L’allevamento del
bestiame da cortile e dei bachi da seta è l’industria di maggior
sussidio all’agricoltura. Grandi fornaci della ditta Ellena e Candiani
di Milano danno movimento e vita a Castelletto.
Branduzzo, che è un villaggio di circa 400 abitanti, di notevole ha il
grandioso palazzo già dei marchesi Botta-Adorno, ora dei marchesi
Cusani-Visconti. Il rimanente del Comune è costituito da numerosi
cascinali e fattorie sparse per la fertile campagna.
Branduzzo, alla fine del secolo XV, fu feudo dei Botta, che fecero
innalzare la signorile residenza tuttora esistente.
Cervesina
(2182 abitanti nel 1896)
Faceva parte del
soppresso mandamento di Casei Gerola e fu, per effetto della legge 30
marzo 1890, aggregato al mandamento di Voghera. E’ una borgata
totalmente rurale. Notevole è la chiesa parrocchiale, per buona
architettura. Completano il nucleo comunale, come frazioni, vari
cascinali sparsi per la circostante campagna e lungo la sponda del Po.
La frazione principale è San Gaudenzio, borghetto discretamente
fabbricato, già dato da papa Adriano nel 1137 al vescovo di Tortona e
che poi fu lungamente signoria dei Beccaria, ai quali si deve la
costruzione del massiccio castello passato poi in proprietà dei Radice
di Milano.
Il territorio di Cervesina, ottimamente coltivato, produce cereali,
viti, gelsi. Lungo la sponda del Po sono pure belle boscaglie, ricche di
legname e di cacciagione.
Lungavilla (1608
abitanti nel 1896)
E' una borgata
d’aspetto essenzialmente rurale, che si allunga assai su una via, non
priva però di edifici moderni, fra i quali la villa Lanzi, già del
nobile senatore Giovanni Lauzi, e le case Bongiovanni, Massazza, ecc. Di
armonico disegno è la chiesa parrocchiale, a tre navate. Notevole per
grandiosità e ricchezza è nelle vicinanze di Lungavilla e Pizzale, a
Porana, la villa Grattoni, costruita dal celebre ingegnere, nella quale,
in occasione di grandi manovre, fu ospitato anni or sono Re Umberto.
Il territorio di Lungavilla basso, piano,
ben irrigato e magnificamente coltivato, è
fertilissimo e produce cereali, lino,
meliga, legumi, gelsi, frutta, ortaglie. Industria cospicua in luogo è
l’allevamento ed ingrasso di buoi e vitelli per macello. Importante è
pure la produzione dei bachi da seta. Altra industria è la fabbricazione
di laterizi.
Pizzale
(1145 abitanti nel 1896).
Il territorio di
questo comune si stende nella parte nord-est del mandamento, sulla riva
destra dello Staffora. Pizzale, capoluogo del Comune, ha aspetto
rurale, sebbene non manchi di qualche buon edificio. Il rimanente del
Comune è costituito da frazioni e cascinali sparsi per la bella pianura
che si stende verso il Po. Il
territorio è lavorato con grande cura:
produce cereali, canape, viti, legumi, alberi da frutta.
Nessuna industria che non sia legata
all’agricoltura.
Verretto (574
abitanti nel 1896)
E' un villaggio il cui
territorio, in aperta e umida
campagna, si presta benissimo alla coltivazioni di cereali di foraggi.
Vi crescono pure i gelsi e gli alberi da frutta.
Notevole industria in luogo è l’allevamento del
bestiame bovino e suino per macello. Anche la produzione dei bozzoli dà
altro reddito nell’economia di quella
popolazione tutta dedita all’agricoltura e industrie a questa attinenti.
Leggendo
queste descrizioni ci si chiede che fine abbia fatto la nostra pianura.
Alcuni dei paesi descritti
sono quasi irriconoscibili, al posto dei campi e dei boschi ci sono
distese di capannoni di cemento, che deturpano il panorama, fanno
aumentare la temperatura rendendo le estati soffocanti, ci rubano
l’orizzonte. Portano poco lavoro, ma in compenso molto traffico di
camion, quindi miriadi di strade che si mangiano altre cospicue fette di
terreno fertile.
OGGI

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