PICCOLA TERRA

 
Home La Rondine (statuto) Pensieri Il Territorio Oltrepò Pavese Fotogallery Degno di nota

logo La Rondine

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza

 (Dante, Inferno: canto XXVI)

BENVENUTI NEL SITO "PICCOLA TERRA"
 Patrocinato dall’Associazione LA RONDINE   

LEGAMBIENTE

  • L'aria che respiriamo [dossier LINK ]

  • Montagne senza terra?Agricoltura in via d'estinzione: nelle Prealpi e nelle valli alpine lombarde il cemento cancella gli ultimi campi [dossier link ]  

Da "La Provincia Pavese del 15-01-2012

Pgt, la corsa fino all’ultimo filo d’erba 
dritto&rovescio 
di GIORGIO BOATTI 

Di questi tempi sognare è un lusso che nessuno si può permettere. Però è ragionevole chiedere che le indicazioni sullo sviluppo del proprio territorio - i Pgt, piani di governo del territorio, che gli amministratori locali devono 
delineare entro il 2012 - non siano una successione di incubi. 
 O peggio ancora, la cannibalizzazione delle risorse più preziose oggi ancora disponibili e che, di questo passo, tra pochi anni non ci saranno più. 
Purtroppo, scorrendo le notizie sull'elaborazione dei Pgt nelle varie località 

della provincia, si ha l'impressione che, indipendentemente dal colore delle giunte che sono all'opera, in gran parte dei casi si stia procedendo compatti nell'occupazione di sempre nuove aree da trasformare, da agricole o verdi che sono, in edificabili. E' una guerra all'ultimo ettaro verde, all'ultima pertica coltivata, che pare non potersi fermare sino a quando qualcosa di vivo e di verde, magari fosse solo un filo d'erba, spunterà sull'orizzonte. Davvero si pensa che sia questo il modo di costruire il futuro in una provincia come quella di Pavia dotata di invidiabili asset agricoli e ambientali, culturali e scientifici, almeno rispetto al territorio lombardo? Siamo proprio sicuri che in vista dell'Expo 2015, dedicata al nutrire e al coltivare, lo scenario giusto sia presentarsi alla ribalta con gli ingredienti che vediamo buttare a piene mani nei pentoloni dei Piani di governo del territorio in corso di elaborazione?
Mettere assieme gli spunti che emergono da PGT di località in località significa comporre un libro massiccio, anzi un "mattone", visto l'argomento, dove il motivo conduttore è che ogni vuoto va riempito. Di cosa? 

Ma di costruzioni ovviamente, così da fare cassa per una manciata di anni. E poi? Poi si vedrà.
Anzi se lo vedranno quelli che subentreranno nell'amministrazione dei Comuni e si troveranno tra le dita il cerino acceso da chi li ha preceduti. E dovranno affrontare tutti i nodi - sicurezza, servizi, viabilità - che sono il frutto velenoso delle urbanizzazioni insensate oggi in gestazione. Ad esempio: davvero la soluzione migliore - per i Comuni che danno su quella via Emilia che segna lo spartiacque tra le colline dei migliori vini d'Oltrepo e una pianura tra le più fertili d'Europa - è continuare con la semina di centri commerciali, poli logistici, insediamenti massicci di market di ogni bandiera e qualità (l'ultimo è quello cinese a Codevilla)? E' riempire di nuove costruzioni il tratto ancora libero tra Casteggio e Fumo? O risalire con il cemento sino al poggio di Mairano, presidio d'eccellenza in tema di vino e coltivazioni agricole? E per Torre d'Isola - una piccola perla sul Ticino già ferita da insediamenti edilizi ingombranti e grossolani - davvero è il caso di pensare a insediamenti di possibili nuove costruzioni per 450 persone a Massaua? D'altra parte anche Voghera, che non sta crescendo d'abitanti da anni, nel suo Piano di governo del territorio spinge su aree per costruzioni proporzionate a un decollo demografico di cui proprio non c'è traccia nella realtà. E a questo poi si aggiunge l'idea del polo industriale in area Torremenapace, con totale incongruità con le vocazioni agricole della zona circostante. Ma il clou nella saga dei Pgt lo si registra nel capoluogo, dove da mesi, sì è in attesa di conoscere dove la bacchetta magica di Palazzo Mezzabarba opererà la sua magia che purtroppo, probabilmente, non sarà di vedere utilizzate finalmente le ampie aree industriali dismesse quanto, invece, di proseguire la nefasta opera dei predecessori. E dunque riempire di market et similia i "vuoti" ancora disponibili attorno alla tangenziale. Il "vuoto" chiama il "pieno", dicono. Un pieno di cemento, ovviamente. E se invece, finché è ancora possibile nei Pgt in dirittura d'arrivo, si scegliesse un'altra strada? Possibile che in questa difficile transizione verso il futuro non ci sia l'orgoglio di un'idea nuova di sviluppo? Possibile che non si scorgano i segni di una cooperazione effettiva tra campanili invece che il solito gioco del chi è più svelto e più furbo a danneggiare i vicini? Perché, invece di sbandierare differenze di partito e di schieramento difficili da percepire, chi davvero vuol girare pagina non chiude col consumo insensato del territorio e punta in modo chiaro sul recupero dell'esistente, su innovazione e conoscenza anche nel valorizzare le aree della propria comunità? Invece di parole sarebbero finalmente fatti concreti. Sul terreno.

 

 

L'associazione " La Rondine" ha dato la sua adesione alla campagna nazionale "Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori". Alla campagna aderisce una rete di associazioni nazionali e locali impegnate nella difesa e promozione di una risorsa di cui l'Italia è ricca: la bellezza dei suoi paesaggi.

 

Per informazioni:  www.salviamoilpaesaggio.it  info@salviamoilpaesaggio.it

_______________________________________

 

Domenica
2 Ottobre 2011

a Lungavilla (PV)

appuntamento

Festa della zucca "berrettina"
 Il programma della manifestazione è consultabile 
http://www.zuccaberrettina.it

---------------------------------------------------------------

 Domenica 22 maggio 2011 è stato inaugurato nel Comune di VERRETTO il Parco Locale di interesse sovracomunale  “DEI RONCHI” [ segue ]

____________________________
  FINALMENTE è NATA!!!!!  E’ nata la Rete dei Comitati e delle Associazioni per la salute e per la tutela del territorio della provincia di Pavia

Sabato 23 aprile si è svolto a Pavia l’incontro che ha presentato alla stampa la Rete dei Comitati e delle Associazioni per la salute e la tutela del territorio della provincia di Pavia. L’Associazione “La Rondine” ha deciso di aderire a questo sodalizio che unisce gli sforzi di chi è impegnato in provincia di Pavia nella promozione di un modello di sviluppo sostenibile. Salutiamo con viva soddisfazione l’evento: l’unione fa la forza….. Di seguito il testo del comunicato stampa.
 
[ segue

Mappa della rete [ scarica ]

 

Verbale della riunione del 5 novembre con il presidente Bosone [segue]

Relazione incontro del 5 novembre in Provincia con il presidente Bosone e gli assessori Lasagna e Bozano  [scarica documento Rete]

*La Provincia: istituzione di tavoli permanenti di confronto con la Rete delle Associazioni e i Comitati per Salute, Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Provincia di Pavia*
Per la prima volta nella storia della Provincia, verranno aperti tavoli di confronto permanenti fra la Provincia stessa e le associazioni e comitati locali su macroaree che toccano i problemi dell’ambiente e della salute dei cittadini (quali ad esempio rifiuti, amianto, energia), questo grazie alla proposta avanzata dalla Rete delle Associazioni e i Comitati per Salute, Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Provincia di Pavia* e accolta dal Presidente Bosone
Durante l’incontro fra la Rete e l’Amministrazione di sabato 5 Novembre è stata elaborata questa modalità di confronto per arrivare a una collaborazione permanente e costante fra Amministrazione  provinciale e cittadini rappresentati da associazioni e comitati: in questo modo verrà riconosciuto un diritto in passato largamente ignorato, quello alla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali che impattano sul territorio.
Le associazioni e i comitati, vere sentinelle sul territorio provinciale, avranno così a disposizione un fondamentale strumento democratico sia per monitorare l’operato delle Istituzioni sia per proporre soluzioni e progetti per lo sviluppo sostenibile del territorio.
Oggi la nostra Provincia è troppo spesso ultima: ultima per la gravità della diffusione dei tumori solidi fra la popolazione, soprattutto nelle aree maggiormente interessate da insediamenti inquinanti, ultima nella gestione del problema amianto, ultima nella tutela del suolo dal consumo selvaggio, ultima nella raccolta differenziata, ultima nella vigilanza contro l’infiltrazione delle eco-mafie. All’incontro con il Presidente e l’Amministrazione abbiamo chiesto che tutto ciò abbia fine, che ci sia una sterzata decisa e immediata per rimettere la Provincia sulla carreggiata dello sviluppo sostenibile, della progettualità a lungo termine volta alla tutela e valorizzazione dei beni comuni affinché, finalmente, la Provincia stessa possa primeggiare per qualità della vita, dell’ambiente, dello sviluppo.
Per far questo offriamo alle Istituzioni il patrimonio di conoscenze, competenze e determinazione che abbiamo accumulato in tanti anni di militanza civica e democratica all’interno dei comitati e delle associazioni: conosciamo i problemi e le criticità del territorio, abbiamo studiato le soluzioni, abbiamo delle proposte che avanziamo a nome dei cittadini, dal basso.
Ci siamo, abbiamo fatto rete, siamo tenaci e preparati e ora, grazie alla futura istituzione dei tavoli di confronto, la Provincia avrà l’opportunità di fare tesoro di queste esperienze e competenze per riscattare, con l’aiuto dal basso dei cittadini, un territorio da troppo tempo abbandonato a speculazioni, cementificazione selvaggia, proliferazione di centri commerciali, discariche e impianti inquinanti.
Lo abbiamo detto durante la campagna referendaria per i beni comuni di cui siamo stati l’anima, e lo ripetiamo ora: “La democrazia ha bisogno di tutti!”. E noi non ci tireremo di certo indietro!
*Rete delle associazioni e comitati per la tutela del territorio e della salute*

 

Da La Provincia Pavese di MARTEDÌ, 01 NOVEMBRE 2011

 

Cava, discarica di amianto Comuni uniti per decidere

 

Il vertice dei paesi confinanti. «Due settimane per valutare progetto con i tecnici» In programma assemblee aperte ai cittadini: «Poi una posizione condivisa»

Di Anna Ghezzi CAVA MANARA Nessuna decisione sarà presa singolarmente, i Comuni coinvolti dal progetto della discarica di cemento amianto alla ex Cava Villa perché vicini al futuro impianto agiranno insieme, passo dopo passo. La decisione è stata presa ieri mattina e ufficializzata in una nota firmata dai sindaci e rappresentanti dei comuni di Travacò, Cava Manara, Carbonara al Ticino, Villanova d’Ardenghi, Zinasco, Sommo e San Martino Siccomario, convocati dal primo cittadino di Cava Claudia Montagna venerdì scorso non appena il progetto aggiornato era arrivato sul suo tavolo. Il nuovo progetto riguarda praticamente solo il Comune di Cava perché è stata eliminata la discarica di rifiuti inerti che insisteva sul territorio di San Martino e, quindi, sul parco del Ticino. Ma Cava ha deciso di continuare il percorso iniziato un anno fa, coinvolgendo oltre al consiglio comunale anche i vicini di casa. «Ci siamo dati quindici giorni circa per valutare il progetto con i nostri tecnici, comune per comune. Poi ci ritroveremo per confrontarci e trovare una posizione condivisa». I dubbi e le perplessità non sono scomparse nonostante le risposte date dalla Risorse future nel documento aggiornato che ha ribattuto punto su punto alle osservazioni registrate alla conferenza dei servizi del dicembre scorso al Pirellone. «Con l’arrivo dell’aggiornamento del deposito controllato di rifiuti speciali non pericolosi presso la Cava Villa, spiegano i sindaci nella nota uscita dalla riunione di ieri mattina in municipio a Cava – è stato immediatamente attivato il tavolo dei sindaci. Noi sindaci coinvolti, pur ribadendo con fermezza di dubbi e le perplessità già espresse in conferenza dei servizi, abbiamo deciso di provvedere all’analisi dell’aggiornamento del progetto. lavorando a fianco  dei vari enti, per poter così esprimere un approfondito giudizio». Non è né un sì né un no alla discarica, i Comuni prendono tempo per poter giudicare con cognizione di causa, carte alla mano. Ma promettono che d’ora in poi anche i confronti con la cittadinanza saranno fatti in maniera congiunta, con assemblee comuni. Il sindaco di Sommo Guido Zanaboni spiega i motivi della decisione: «È una cosa che va al di là della semplice realtà di Cava e San Martino, è un discorso di carattere territoriale: il fatto che siamo situati a 700 metriche si trova fuori dai nostri confini non può significare nulla». Tanto più che Ca’ Bianca è uno degli insediamenti più vicini all’area ove potrebbe essere realizzata la discarica. «Dobbiamo cercare di far prevalere una posizione comune di buon senso – spiega Zanaboni –. Ma per farlo prima dobbiamo vedere le carte». Il sindaco di Zinasco Giuseppe Miracca aggiunge: «Non possiamo che agire di comune accordo perché la discarica può essere utile o danneggiare tutto il circondario. E insieme avremo più forza per pesare nella discussione». La stessa posizione – l’unione fa la forza – la esprimono il sindaco di San Martino Barella Vittorio e dell’assessore di Travacò Davino Gelosa.Tutti in attesa, dunque: finché non si conosceranno i quantitativi da smaltire e la Regione non interverrà con una pianificazione, sembra difficile trovare una via d’uscita. Intanto, senza contare Broni, sul tavolo della provincia ci sono progetti per oltre 1 milione e 600mila metri cubi di lastre

 

 

Nessuno si è mai preoccupato di spiegarci che stavamo vivendo un momento di abbondanza energetica transitoria. Ora Cambieremo nuovamente modelli di vita ed abitudini.  E ne usciremo ritrovando molte cose che ci eravamo persi per strada. [ SEGUE ]

 

 

contro L’AUTOSTRADA BRONI-PAVIA-MORTARA  [ SEGUE ]

 

Il progetto Po-net

 

 

____________________

Una pagina dedicata ai video

                                                              Piccolaterra  -    info@piccolaterra.it  -    webmaster