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Verbale della riunione del 5 novembre con il presidente Bosone [segue]
Relazione incontro del 5 novembre
in Provincia con il presidente Bosone e gli assessori Lasagna e
Bozano
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documento Rete]
*La Provincia: istituzione di tavoli
permanenti di confronto con la Rete delle Associazioni e i Comitati
per Salute, Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Provincia di
Pavia*
Per la prima volta nella storia della Provincia, verranno aperti
tavoli di confronto permanenti fra la Provincia stessa e le
associazioni e comitati locali su macroaree che toccano i problemi
dell’ambiente e della salute dei cittadini (quali ad esempio
rifiuti, amianto, energia), questo grazie alla proposta avanzata
dalla Rete delle Associazioni e i Comitati per Salute, Ambiente e
Sviluppo Sostenibile della Provincia di Pavia* e accolta dal
Presidente Bosone
Durante l’incontro fra la Rete e l’Amministrazione di sabato 5
Novembre è stata elaborata questa modalità di confronto per arrivare
a una collaborazione permanente e costante fra Amministrazione
provinciale e cittadini rappresentati da associazioni e comitati: in
questo modo verrà riconosciuto un diritto in passato largamente
ignorato, quello alla partecipazione dei cittadini ai processi
decisionali che impattano sul territorio.
Le associazioni e i comitati, vere sentinelle sul territorio
provinciale, avranno così a disposizione un fondamentale strumento
democratico sia per monitorare l’operato delle Istituzioni sia per
proporre soluzioni e progetti per lo sviluppo sostenibile del
territorio.
Oggi la nostra Provincia è troppo spesso ultima: ultima per la
gravità della diffusione dei tumori solidi fra la popolazione,
soprattutto nelle aree maggiormente interessate da insediamenti
inquinanti, ultima nella gestione del problema amianto, ultima nella
tutela del suolo dal consumo selvaggio, ultima nella raccolta
differenziata, ultima nella vigilanza contro l’infiltrazione delle
eco-mafie. All’incontro con il Presidente e l’Amministrazione
abbiamo chiesto che tutto ciò abbia fine, che ci sia una sterzata
decisa e immediata per rimettere la Provincia sulla carreggiata
dello sviluppo sostenibile, della progettualità a lungo termine
volta alla tutela e valorizzazione dei beni comuni affinché,
finalmente, la Provincia stessa possa primeggiare per qualità della
vita, dell’ambiente, dello sviluppo.
Per far questo offriamo alle Istituzioni il patrimonio di
conoscenze, competenze e determinazione che abbiamo accumulato in
tanti anni di militanza civica e democratica all’interno dei
comitati e delle associazioni: conosciamo i problemi e le criticità
del territorio, abbiamo studiato le soluzioni, abbiamo delle
proposte che avanziamo a nome dei cittadini, dal basso.
Ci siamo, abbiamo fatto rete, siamo tenaci e preparati e ora, grazie
alla futura istituzione dei tavoli di confronto, la Provincia avrà
l’opportunità di fare tesoro di queste esperienze e competenze per
riscattare, con l’aiuto dal basso dei cittadini, un territorio da
troppo tempo abbandonato a speculazioni, cementificazione selvaggia,
proliferazione di centri commerciali, discariche e impianti
inquinanti.
Lo abbiamo detto durante la campagna referendaria per i beni comuni
di cui siamo stati l’anima, e lo ripetiamo ora: “La democrazia ha
bisogno di tutti!”. E noi non ci tireremo di certo indietro!
*Rete delle associazioni e comitati per la tutela del territorio
e della salute*


Da La Provincia Pavese di MARTEDÌ, 01 NOVEMBRE 2011
Cava, discarica di amianto Comuni uniti per decidere
Il vertice dei paesi confinanti. «Due settimane per valutare
progetto con i tecnici» In programma assemblee aperte ai cittadini:
«Poi una posizione condivisa»
Di Anna Ghezzi CAVA MANARA
Nessuna decisione sarà presa singolarmente, i
Comuni coinvolti dal progetto della discarica di cemento amianto
alla ex Cava Villa perché vicini al futuro impianto agiranno
insieme, passo dopo passo. La decisione è stata presa ieri mattina e
ufficializzata in una nota firmata dai sindaci e rappresentanti dei
comuni di Travacò, Cava Manara, Carbonara al Ticino, Villanova d’Ardenghi,
Zinasco, Sommo e San Martino Siccomario, convocati dal primo
cittadino di Cava Claudia Montagna venerdì scorso non appena il
progetto aggiornato era arrivato sul suo tavolo. Il nuovo progetto
riguarda praticamente solo il Comune di Cava perché è stata
eliminata la discarica di rifiuti inerti che insisteva sul
territorio di San Martino e, quindi, sul parco del Ticino. Ma Cava
ha deciso di continuare il percorso iniziato un anno fa,
coinvolgendo oltre al consiglio comunale anche i vicini di casa. «Ci
siamo dati quindici giorni circa per valutare il progetto con i
nostri tecnici, comune per comune. Poi ci ritroveremo per
confrontarci e trovare una posizione condivisa». I dubbi e le
perplessità non sono scomparse nonostante le risposte date dalla
Risorse future nel documento aggiornato che ha ribattuto punto su
punto alle osservazioni registrate alla conferenza dei servizi del
dicembre scorso al Pirellone. «Con l’arrivo dell’aggiornamento del
deposito controllato di rifiuti speciali non pericolosi presso la Cava Villa,
spiegano i sindaci nella nota uscita dalla riunione di ieri mattina
in municipio a Cava – è stato immediatamente attivato il tavolo dei
sindaci. Noi sindaci coinvolti, pur ribadendo con fermezza di dubbi
e le perplessità già espresse in conferenza dei servizi, abbiamo
deciso di provvedere all’analisi dell’aggiornamento del progetto.
lavorando a fianco dei vari enti, per poter così esprimere un
approfondito giudizio». Non è né un sì né un no alla discarica, i
Comuni prendono tempo per poter giudicare con cognizione di causa,
carte alla mano. Ma promettono che d’ora in poi anche i confronti
con la cittadinanza saranno fatti in maniera congiunta, con
assemblee comuni. Il sindaco di Sommo Guido Zanaboni spiega i motivi
della decisione: «È una cosa che va al di là della semplice realtà
di Cava e San Martino, è un discorso di carattere territoriale: il
fatto che siamo situati a 700 metriche si trova fuori dai nostri confini
non può significare nulla».
Tanto più che Ca’ Bianca è uno degli insediamenti più vicini
all’area ove potrebbe essere realizzata la discarica. «Dobbiamo
cercare di far prevalere una posizione comune di buon senso – spiega
Zanaboni –. Ma per farlo prima dobbiamo vedere le carte». Il sindaco
di Zinasco Giuseppe Miracca aggiunge: «Non possiamo che agire di
comune accordo perché la discarica può essere utile o danneggiare
tutto il circondario. E insieme avremo più forza per pesare nella
discussione». La stessa posizione – l’unione fa la forza – la
esprimono il sindaco di San Martino Barella Vittorio
e dell’assessore di Travacò Davino Gelosa.Tutti in attesa, dunque:
finché non si conosceranno i quantitativi da smaltire e la Regione
non interverrà con una pianificazione, sembra difficile trovare una
via d’uscita. Intanto, senza contare Broni, sul tavolo della
provincia ci sono progetti per oltre 1 milione e 600mila metri cubi
di lastre
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